VIA CAMMELLO
di Giorgio Mantovani

L’unica attività commerciale tutt’ora esistente in via Cammello è l’Archicenter, di fianco alla facoltà di architettura. A sinistra della porta del negozio si legge “Via Cammello già della Tromba”. Due termini in gran parte sconosciuti anche per chi è nato a Ferrara. In un’ antica Guida ferrarese si legge: Via Cammello comincia a destra di via Saraceno e termina intersecata da via Ripagrande, in via Ghiara. In realtà la strada arrivava fino ai Rampari di Piangipane, poi nel 1855 per i lavori di adattamento dell’ex palazzo Tassoni a manicomio il Consorzio Provinciale deliberava di costruire due muri: uno in via Ghiara e l’altro ai Rampari in modo che quello spazio venisse utilizzato dal palazzo. Ritornando alla toponomastica è naturale chiedersi perché il percorso da Saraceno a via Carmelino era detto via della Tromba, termine a cui nessuno ha dato una risposta. Invece il resto della strada fino a via della Ghiara deriva dalla antica famiglia Cammelli- Pistoia. In un manoscritto della Biblioteca Ariostea si legge “la casa di quelli di Pistoia ebbe origine a Ferrara in questo modo: ritrovandosi il duca Ercole a Napoli a una musica nella quale cantava da parte di soprano un Putto di Pistoia che aveva buonissima voce , piacque e cercò di averlo ai suoi servigi, ma un prete che lo aveva allenato diceva che lo aveva fatto grande. Il duca donò al prete ducati 200 e diede inizio alla casa Pistoia”. Il legame con Ferrara della famiglia Camelli – Pistoia ( spaccato nel 1° d’azzurro al al camello sdraiato d’arg ; ne2° fasciato di 4 pezzi di rosso e d’argento) si interruppe nel 1669 con il decesso di Alfonso. Dai dati raccolti risulta che Benedetto fino dal 1458 era dignitario con funzioni di attribuzione e sorveglianza per la cattedrale e valente musicista. Nel 1491 il duca Ercole concedeva a Tommaso di Antonio Camelli da Pistoia e suoi figli e discendenti il luogo detto Hosteria, nel Bondeno. Altri ricoprirono incarichi di coppieri e ambasciatori degli Estensi. Nel 1526 l’Ariosto acquistava da Ercole Cammelli da Pistoia una parte di una casa nell’addizione Erculea. Nel 1598 il papa includeva nel Consiglio Centumvirale Tommaso Pistoia. In via Cammello si possono ammirare diversi edifici storici. Al n° 15 la casa ( di Stella dell’Assassino de Tolomei, la favorita di Nicolo’ III) con una facciata gotica che risale probabilmente ai primi del ‘400. Al 20, la casa Casoni con una bella porta in cotto e altre tracce della prima metà del XV secolo. Al 22, la casa che gli Estensi donarono a Bartolino Ploti l’architetto del Castello Estense e nella quale visse Domenico Maria Novara maestro di Copernico. Di fianco a via Carmelino c’è la chiesa di S. Gregorio ( quattrocentesca nell’esterno e internamente rifatta) con una tipica cella campanaria risalente ai primi del 1092, trifore gotiche e cotti del XV secolo. Dalle notizie conservate presso l’Archivio Storico Comunale di Ferrara risulta che le attività commerciali nell’800 era numerose e varie: all’angolo di Saraceno l’osteria Folchi e un legatore di libri. In via Cammello uno stallatico per cavalli, un deposito per le carrozze, una rivendita di legna e carbone, un magazzino per foraggi e biade per le truppe nelle vicinanze del manicomio e sempre nella stessa zona. All’angolo con via Ghiara, fu proposta l’apertura un filatoio per la seta composto di un ampio magazzino e nell’orto di circa 20 metri una tettoia con l’impianto di tre fornelli. Contrario a quell’attività fu la direzione del manicomio che nello stesso periodo ottenne di far costruire un marciapiede fino a S. Francesca Romana. Sempre nel 1859 i residenti delle due strade Tromba e Cammello si rivolgevano al Municipio per realizzare i marciapiedi allora inesistenti. Oggi via Cammello conserva ancora un selciato a ciottoli, si è interrotto il commercio , e gran parte degli edifici sono utilizzati come abitazioni.


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